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Passeggiando per il centro storico di Bormio respirerete un'atmosfera unica, quasi magica. Perchè si sa, le tracce di un glorioso passato, ossia quello di contea, fanno quest'effetto. E allora andiamo a vedere nel dettaglio cosa potrete ammirare nelle cinque contrade in cui è divisa questa splendida località.

Le contrade

le contradeBuglio, Combo, Dossorovina, Maggiore, Dossiglia. Ecco le contrade o, come le chiamano i bormini, 'riparti'. Ognuna di esse ha le sue peculiarità ed è rigorosamente contraddistinta da un gonfalone. Il primo reparto è identificato da una fontana a sfondo blu e deve il suo nome alla derivazione dialettale di “bui” che, nel dialetto locale, significa proprio fontana. In questa contrada, infatti, sono numerosissimi i lavatoi in cui un tempo le donne andavano a fare il bucato. Il gatto in campo bianco, simbolo di Combo, deriva invece da “ i Gat”, antico soprannome che avevano gli abitanti di quella contrada. L'avidità dei nobili della contrada Maggiore lupo è il motivo per cui il lupo compare in quel gonfalone. Dossorovina, invece, deve il suo nome all’enorme colata di fango che un tempo si staccò dalla Reit e sommerse la Piazza del Kuerc distruggendo gran parte della contrada che fu successivamente ricostruita. Infine, la ruota di un mulino simboleggia alla perfezione la funzione antica del reparto Dossiglio. Questa suddivisione persiste dal 1304, anno in cui venne redatto il Liber Stratorum, il più antico documento riguardante lo sviluppo urbanistico di Bormio.

Il Kuerc, simbolo di Bormio

kuerc bormioIl cuore del centro storico è indubbiamente la Piazza del Kuerc, dove appunto risiede il Kuerc, il simbolo stesso di Bormio. Costruito nel XVI secolo, si presenta dal punto di vista architettonico come una tettoia ad anfiteatro di pianta trapezoidale al cui interno vi sono delle panche a giro. I pilastri che sostengono il tetto, invece, sono cinque, mentre la parete di fondo è a forma semicircolare. Spettacolari e caratteristici gli antichi doccioni a forma di drago che sporgono dalla gronda. Infine, sul retro troverete la scritta “Libertate quam maiores peperere studeat servare posteritas” (i posteri si impegnino a conservare la libertà che gli antichi conquistarono) che testimonia l'antico passato di contea.

Torri e palazzi

Non solo Kuerc. Pullulano gli affreschi, i portali intagliati nel legno, mentre delle 32 torri presenti ne sono rimaste solo tre: quella degli Alberti, risalente al XIII secolo, la Torre della Bajona - così chiamata per la sua enorme campana; è il secondo simbolo bormino - e quella annessa a Palazzo de Simoni. Quest'ultimo, tra l'altro, ospita oggi il museo civico e il comune.

Le chiese

collegiata bormioNumerose, infine, le chiese. La principale è la Collegiata, costruita nell'824, distrutta dagli Spagnoli nel 1621 e completamente rieretta l'anno successivo. E' composta da una navata e otto cappelle laterali ed è impreziosita dalla presenza di un organo seicentesco. Bellissima anche la Chiesa di San Vitale risalente al XII secolo ed appartenente allo stile romanico.

Insomma, i punti d'interesse sono molteplici. E il tutto è attorniato da angoli rimasti come un tempo, dove la magia non si è spenta mai.
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